FEDERAZIONE ITALIANA PRODUTTORI DI PIANTE OFFICINALI
 
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7-8-21-22 OTTOBRE E 11-12-25-26 NOVEMBRE
 
9 settembre 2017
 
30 Giugno 2017 - Catania Via Paolo Gaifami 18
 
CENTRO FIERA S.p.A. Via Brescia, 129 - 25018 Montichiari (BS) - Italy - 25 Marzo
 
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FORUM BIENNALE FEDERAZIONE PRODUTTORI PIANTE OFFICINALI
 
Piano di settore, Osservatorio economico e dati statistici della filiera delle piante officinali
 
contratti scritti, tempi di pagamento certi e fissati per legge dal 24 ottobre di quest'anno
 
 
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ATTIVITÀ SPECIFICHE

 

Le attività specifiche previste dall'associazione sono:

- Divulgazione di notizie e informazioni tecniche, economiche, giuridiche e fiscali per la gestione delle imprese nel settore;

- Supporto informativo per l'avvio di nuove imprese nel settore officinale;

- Programmazione della produzione e gestione di una rete di informazione per una migliore conoscenza del mercato dei prodotti officinali;

- Corsi di aggiornamento tecnico per gli operatori del settore;

- Diffusione delle tecniche di coltivazione delle piante aromatiche e medicinali secondo metodi razionali e professionali:

- Promozione di iniziative in campo europeo per il raggiungimento di una comune politica di settore;

- Distribuzione del bollettino informativo con le novità e le informazioni di interesse per le attività del settore.

 

Come evidenziato nella precedente sezione, le finalità della FIPPO sono molte e riguardano una vasta gamma di aspetti. Ciò attualmente non implica che la FIPPO si occupi di tutti questi aspetti, poiché i soci attivi sono ancora pochi; inoltre la Federazione non ha nessun dipendente a tempo pieno o a tempo parziale che si occupi di realizzare tali finalità: tutto il lavoro viene svolto dal direttivo e da pochi altri soci a titolo gratuito, consci che questo settore va sostenuto. La FIPPO inoltre non ha risorse finanziarie se non quelle derivanti dalle quote sociali annuali e quelle rappresentate da un piccolo contributo che viene erogato annualmente dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali all’ISAFA di Trento, che ospita la segreteria della Federazione.

Per merito degli associati e del Direttivo, che lavora a titolo gratuito, si sono potuti raggiungere diversi obiettivi, ma siamo naturalmente ben lontani dal raggiungimento di tutti quelli elencati nello statuto. Alcune delle azioni più significative promosse dalla FIPPO sono qui di seguito elencate:

- La FIPPO edita due o tre volte l’anno un Bollettino informativo che viene mandato ai soci: esso, oltre a riportare le attività della Federazione, dà notizie di mercato, segnala incontri, nuovi prodotti o macchine e informa i soci sulle tecniche colturali di alcune piante emergenti. Il Bollettino dovrebbe anche essere uno strumento di comunicazione fra i soci e sede di un eventuale dibattito sui temi più importanti del settore.

- A livello nazionale e comunitario, partecipando a diverse riunioni e gruppi di lavoro, la FIPPO ha contribuito alla stesura delle GAP - Good Agricultural Practice, cioè le linee guida per la buona pratica agricola delle Piante Medicinali e Aromatiche, delle GHP - Good Harvesting Practice, linee guida analoghe per chi si occupa della raccolta delle piante officinali allo stato spontaneo ed alla bozza delle GOAP – Good Organic Agricoltural Practice e cioè delle linee guida per la buona pratica di coltivazione biologica delle piante officinali.

- La Federazione ha inoltre lavorato per l’omologazione dei fitofarmaci da usarsi nella coltivazione delle piante officinali. Attualmente vengono usati, sia in Italia che all’estero, alcuni prodotti chimici che di per sé non sono omologati per la coltivazione di tali specie. La loro omologazione è molto difficile perché molto costosa (si parla di miliardi per ogni prodotto) e le ditte produttrici di principi attivi non vogliono sostenere tali costi, consci che l’incremento delle vendite sarebbe esiguo, vista l'esiguità del settore. Si è anche tentata la via della reciprocità del riconoscimento dei fitofarmaci: cioè si è cercato di far riconoscere ai diversi stati membri dell’UE prodotti che sono riconosciuti o usati in alcuni degli stati membri della Comunità. Questa via si è ultimamente rivelata impercorribile.

- La FIPPO negli anni passati si è attivata presso il Ministero italiano competente per l’inserimento delle piante officinali fra le colture da set-aside, fino ad ora senza grandi risultati.

- Ha eseguito una campagna di informazione fra i soci (mediante un piccolo convegno e mediante la diffusione di un documento) sulle HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points), che rappresentano delle norme assunte dai produttori/trasformatori di piante officinali per tutelare l’igiene, la sicurezza e la salubrità della produzione e della trasformazione di quelle piante destinate ad essere ingerite a guisa di alimenti (tisane, decotti, ecc.).

- Si è interessata e sta ancora lavorando affinché la normativa nazionale sulle piante officinali non penalizzi il settore produttivo agricolo. Per ora la legge è quella vecchia del 1931. Anche durante questa legislatura sono state presentate delle proposte di legge e la FIPPO si è attivata affinché la nuova normativa venga in aiuto ai coltivatori e non rappresenti un serie di divieti e di paletti che impedirebbero l’espansione armonica di questo settore dell’economia agricola nazionale.

- La FIPPO ha recentemente presentato al Ministero per le Politiche Agricole e Forestali (mentre altri paesi aderenti ad EUROPAM hanno fatto altrettanto) un'istanza per l'inserimento delle piante officinali nel regolamento CE 2826/2000 del Consiglio del 19 dicembre 2000, relativo alle azioni d’informazione e promozione a favore dei prodotti agricoli sul mercato interno ed ha chiesto al medesimo Ministero ed al Ministero della Salute di rivedere e modificare le norme restrittive riguardanti l’iperico contenute nella Circolare del 20 ottobre 1999 del Ministero della Sanità.

Le attività elencate sono a favore non solo degli associati, ma di tutto il settore delle piante officinali in Italia.

In ogni caso è un obiettivo della nostra Federazione aumentare il numero dei soci per rappresentare il più possibile la totalità delle produzioni officinali italiane.